L'andamento del credito nelle imprese vicentine: i risultati di un sondaggio dell'Associazione
L'accesso al credito per le aziende vicentine è un problema che non accenna a risolversi. Anzi, negli ultimi mesi è diventato ancora più impellente. A dirlo sono i dati di un sondaggio condotto in gennaio e febbraio da Confindustria Vicenza tra circa cento aziende associate, per verificare come sta cambiando, in questa prima parte dell'anno, l'andamento del credito in provincia e il rapporto tra imprese e banche. Il quadro che emerge mostra un nuovo peggioramento complessivo della situazione.
“I segnali e le informazioni che ci sono giunte da molti associati non sono positivi e alimentano le preoccupazioni per una situazione che, se si protrarrà ancora, rischia davvero di diventare insostenibile per molte aziende – spiega Luciano Vescovi, vicepresidente di Confindustria Vicenza, con delega per la finanza -. In questi primi mesi dell'anno è aumentata la percentuale delle aziende che segnalano minori fidi. Siamo arrivati a un dato superiore a quello registrato nel 2008, al tempo della prima crisi finanziaria (intorno al 20%). Questa situazione nel medio termine è difficilmente sostenibile: gli oneri finanziari sono su livelli troppo alti e finiscono per mangiarsi i margini. E' necessario che la nuova emissione di liquidità della BCE sia girata almeno in parte alle imprese, perché possa arrivare sul territorio e dare ossigeno alla produzione”.
Il 28% delle aziende intervistate ha dichiarato una riduzione degli affidamenti in essere rispetto a un anno fa. Per il 46% i fidi sono rimasti invariati, mentre il 16% ha richiesto e ottenuto un aumento.
Solamente il 26% delle imprese ha stipulato recentemente nuovi mutui, metà per investimento e l'altra metà per liquidità, con uno spread medio applicato pari al 3,4% (il picco massimo segnalato è stato del 7%). Sul breve (sbf, anticipo fatture, anticipo contratti..) lo spread medio rilevato è risultato pari al 2,5% (con punte massime del 7,2%).
“Ci viene segnalata una situazione abbastanza pesante anche dal punto di vista della qualità del rapporto con le banche – informa il vicepresidente Vescovi -. Per il 43% delle aziende in questi ultimi due mesi la qualità del rapporto con gli istituti di credito con cui lavora è peggiorata, mentre per il 45% è rimasto invariato; nessuna delle imprese intervistate ha dichiarato un miglioramento. Da segnalare un problema anche legato alla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali bancarie: il 30% delle imprese denuncia una non osservanza del termine minimo di preavviso di 60 giorni a cui le banche devono attenersi affinché la variazione sia efficace. Abbiamo segnalato informalmente il problema alla Banca d'Italia e alle stesse banche, confidando in un intervento risolutivo”.
| Affidamenti |  |  |
| Aumentati |  | 16% |
| Diminuiti |  | 28% |
| Uguali |  | 46% |
| Non risponde |  | 10% |
 |  |  |
| Nuovi mutui |  |  |
| Si |  | 26% |
| no |  | 64% |
| Non risponde |  | 10% |
 |  |  |
| Rispetto normativa nelle comunicazioni ex art 118 TUB |
| Si |  | 61% |
| No |  | 30% |
| Non risponde |  | 9% |
 |  |  |
| Qualità del rapporto banca-impresa |
| Invariato |  | 45% |
| Peggiorato |  | 43% |
| Non risponde |  | 12% |
(Indagine svolta nel periodo gennaio-febbraio 2012. Totale aziende rispondenti ad oggi: 80)
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